Un manifesto di amore e disobbedienza per i "territori del disagio"

C'è un Meridione 'del disagio' sulla base degli indicatori del livello di istruzione, del mercato del lavoro e dell’elevata densità di popolazione. Un territorio in fondo a tutte le classifiche nazionali, dalla salute, alla scuola, alla partecipazione civica.
Qui la terra "brucia”.
Qui se siamo onesti siamo "fessi".
Qui la responsabilità è sempre di qualcun altro

Qui la regola e il costume sono dettati dalle persone sbagliate.

Da qui ce ne siamo andati via in carovane perché non credevamo in alternative.
Qui siamo tornati per mettere in pratica quello che abbiamo imparato andando via.
Qui restiamo perché vogliamo un Sud all’altezza delle nostre aspettative e resistiamo all’idea di non rassegnarci perché “tanto non cambia mai niente”


Qui, più che da altre parti, c'è bisogno di Scostumati

C'è bisogno di quelli che non ci stanno, c’è bisogno di quelli che, nel pieno spirito del Sud, si ribellano alle idee e alle pratiche dominanti che non ci piacciono, valorizzando e moltiplicando quelle iniziative che per approccio e finalità contribuiscono ad invertire la sua definizione, che nei numeri oggi fa perdere il miglior racconto di sé. C'è bisogno di nuove “armi”, c'è bisogno di contaminarci, c’è bisogno di tutti quelli che vogliono collaborare al cambiamento della narrativa. È il momento che un nuovo Sud si costruisca non ai convegni con gli amministratori ma nei laboratori di progettazione, negli hackathon di programmazione, nei makerspace, nella dialettica tra innovazione e tradizione.

Gli scostumati hanno competenze nuove

sono designer, innovatori, ingegneri, architetti, artisti, comunicatori... Sono persone che hanno un piede qui e uno nel resto del mondo. Portano contaminazioni mai viste, parlano in dialetto e parlano in inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese. Sono i cervelli che sanno fare tanto e vogliono agire per il bene della collettività e dell’ambiente ma pensano di non avere alleati. Sono quelli che, ovunque siano nel mondo, non smettono di pensare alla propria terra, e non riescono a spegnere quel sentimento che gli ripete 'torna, vai a cambiarla'.

Vogliamo che questo collettivo sia un'opportunità per i giovani meridionali che desiderano portare competenze e voglia di fare nel proprio territorio.

Diventa parte della rete degli Scostumati.

Ci impegniamo a:

*Mettere a sistema la voglia di fare dei giovani*
*
Avere un approccio pragmatico e orientato alla progettualità*
*
Fare rete e costruire alleanze di valore*
*
Passare dalla lamentela alla proattività*
*
Far diventare cool valori come l’onestà e il rispetto*
*
Raccontare il Sud con parole positive*

Voglio essere scostumat*
Siamo sfuggevoli, in esistenze fluide, nomadi, controverse.
Siamo ora, più che in ogni altro momento, legati alle nostre radici. Apparteniamo ai nostri dialetti, ai nostri piatti, ai nostri modi di dire. Ma apparteniamo anche ad altre case, ad altre strade, ad altri bar. Rotoliamo tra città distanti interi paesi e poi torniamo agli odori della nostra terra nel giro di poche ore. Facciamo parte di reti internazionali.

Attraversiamo contrasti inesplicabili.
Abbiamo radici multiple e non ce ne vergogniamo.
Per noi non sono un controsenso ma una dialettica continua che ci fa pensare.

Ora che il nostro sangue e i nostri corpi si sono mischiati con cellule, parole e pensieri di altri popoli di altre città, ora che abbiamo in noi parti d'Italia e parti di mondo, cosa ci lega ancora ai nostri pezzi di terra, di cultura, di storia?